L’Unione si stringe …

E’ fatta, con un laconica comunicazione del segretario dell’Unione veniamo a sapere che Casale e Guardistallo dal 1 luglio non fanno più parte del carrozzone dell’Unione dei Colli Marittimi Pisani. Restano Riparbella e Montescudaio, con Castellina dimezzata visto le recenti dimissioni del sindaco Lucchesi presto sostituito da un commissario prefettizio.

Nel consiglio dell’Unione siederanno dunque sette membri , 2 sindaci, 4 consiglieri e il commissario per Castellina, questo fino alle elezioni amministrative dell’anno prossimo. Resta aperta la questione delle annunciate dimissioni del sindaco di Riparbella non ancora pervenute. Se arriveranno potranno di fatto lasciare solo gli eletti di Montescudaio nella gestione dell’Unione (un sindaco, due consiglieri e uno/due commissari).

Solo due Comuni hanno avuto il coraggio di porre rimedio all’inefficacia del carrozzone Unione la cui costruzione partì male, come da noi sempre denunciato, ed è proseguita peggio. Tante le promesse, tanti i costi, pochissimi i risultati positivi percepibili.

La continua volontà di negare i tanti problemi che affioravano hanno trovato l’epilogo nell’attuale presidente dell’Unione Simona Fedeli, sindaco di Montescudaio, che si è continuamente sottratta alle nostre richieste di affrontare con un onesto dibattito in consiglio la crisi in cui versava l’Unione.

Risultato inevitabile di tale comportamento è stato di costringere Casale e Guardistallo ad uscire. Il contestuale fallimento della proposta di fusione tra Castellina e Riparbella, scelta bocciata senza mezzi termini dai cittadini, conclude il quadro dei tanti fallimenti delle amministrazioni PD dei nostri colli.

Ancora poche settimane fa proprio il sindaco Fedeli annunciava la volontà di chiedere un consiglio dell’Unione per il 1° luglio con l’obbiettivo di rendere edotti i consiglieri dei tre comuni superstiti circa la riorganizzazione del personale e dei servizi.

Ad oggi non abbiamo ancora alcuna notizia. Imbarazzante anche l’ordine del giorno degli ultimi consigli comunali dei tre comuni superstiti nell’Unione.

Un regolamento per le lampade votive, uno per l’interpello e uno per le dilazioni di pagamento delle imposte. Invece di discutere del presente e del futuro si approvano una miriade di mini regolamenti.

Ancor più grave che non si dibatta di un unico regolamento del consiglio dell’unione nell’ottica della promessa semplificazione ma di tre regolamenti con tre atti diversi in ogni comune. La spiegazione adotta a nostra specifica domanda è state che nel caso delle lampade votive ogni Comune vuol mantenere la sua tariffa.

Questo certifica ancora una volta che l’Unione è fallita per l’incapacità culturale di fare Unione nei fatti concreti, dalle tariffe delle mense a quelle delle lampade votive ogni Comune vuol far storia a se. Come si può non dar ragione a Casale e Guardistallo che hanno mollato la spugna? Che senso ha avere una sovrastruttura pesante e farraginosa come l’Unione se ogni Comune continua a far da solo?

Unico elemento in cui l’Unione si è distinta e l’aggravio della burocrazia e dei disagi per i cittadini costretti a viaggiare da un Comune all’altro all’inseguimento degli uffici.

Ci auguriamo che si faccia tesoro degli errori e si inizi finalmente a lavorare nell’interesse dei cittadini e del territorio smettendola di correre ad applicare i diktat di Firenze come successo nel caso dell’Unione.

A.Lucibello Piani

Movimenti Civici UCMP

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